
Conosciamo la n° 4 della TermoCarispe Martina Bestagno, al quinto anno con la maglia bianconera.
A tu per tu con Martina Bestagno
Cinque anni con la casacca bianconera: dopo quattro stagioni nelle giovanili della Fulgor Basket La Spezia, nel campionato 2008/2009 Martina Bestagno entra a pieno titolo nel roster della TermoCarispe, dopo l’esordio in Serie A1 targato 2006/2007.
Pivot classe 1990, la n° 4 della Pallacanestro Olimpia ha vestito anche la maglia azzurra delle Nazionali U16 e U18 negli ultimi 4 anni.
- Martina, come sta andando la tua prima esperienza da titolare in Serie A2?
Sto vivendo questa stagione con molto entusiasmo, per me è tutto nuovo, conosco poco il campionato e le giocatrici contro cui giochiamo, è una nuova scoperta e per me è tutto stimolante.
- Fino ad oggi, oltre alla scuola (Istituto Grafico – Pubblicitario, n.d.r.), ti sei impegnata a tempo pieno nel basket: pensi che anche in futuro continuerai a dedicarti a questo sport al 100%?
Sto lavorando perché questa diventi la mia professione, ma sono conscia che non sarà per sempre. Quindi, basket permettendo, vorrei anche iscrivermi all’università finita la scuola: ho già individuato la facoltà, si tratta di un corso per Redattore di moda che si tiene a Milano.
- La moda: un possibile settore di lavoro, ma soprattutto una grande passione per te.
Mi è sempre piaciuta, cerco di seguire le tendenze, ma non ciecamente, dando il mio tocco personale, e adattandola a me; soprattutto, andando a scuola, non posso sbizzarrirmi più di tanto, ma nelle uscite, cerco di essere sempre carina.
- Quali sono i capi e gli accessori che prediligi?
Mi piacciono i vestitini corti, li sdrammatizzo con leggings sotto; amo gli orecchini, i braccialetti, ma la mia passione sono le borse: piuttosto non mangio (così rispetto anche la dieta a zona!) ma quando ne vedo una che mi colpisce, devo comprarla!
- Sappiamo dai tuoi racconti che hai potuto dar sfogo alla tua passione nella Capitale dello shopping: New York. E’ stato difficile trattenersi?
E’ stata una vacanza bellissima, sia perché era la prima che ho fatto dopo tanto tempo, sia perché lì ho potuto festeggiare i miei 18 anni, è stato il Viaggio con la V maiuscola. Comunque, la mia carta di credito sta ancora piangendo.
- Nonostante i tuoi 18 anni, sei abituata a vivere da sola: è difficile affrontare questa esperienza, che generalmente i giovani conoscono solo con l’università?
Sono arrivata alla Spezia (da Camporosso, vicino a Sanremo, n.d.r), a 14 anni, e il primo periodo è stato veramente duro; con il passare del tempo, hai una tua organizzazione, una tua routine, basta metterci impegno, sapere qual è il tuo obiettivo personale, tutto diventa più facile.
- Certamente ha contribuito alla tua serenità il forte rapporto con la tua famiglia, che continua ad essere un importante sostegno per te.
Sono stata fortunata ad avere genitori presenti ma non oppressivi, nel limite del possibile, mi hanno permesso di fare le mie scelte e mi hanno appoggiato. In più, ho potuto contare su una sorella maggiore (Ilaria, cestista dell’Albissola, n.d.r.), che mi ha spianato la strada.
- E’ stata lei ad ispirarti nello scegliere il basket?
E’ una storia comune, e anche a me è successo così: vedevo Ilaria in allenamento, e volevo seguire i suoi passi. Alla fine ci sono riuscita.
- Pensando alle tue tante esperienze sul parquet, quale ricordi con più soddisfazione?
Qui alla Spezia tutte le stagioni sono state belle, e forse una delle migliori è stata quella dell’anno scorso: con la Fulgor Basket in Serie B d’Eccellenza, in un campionato non facile, siamo riuscite a salvarci, e contemporaneamente, con l’A1 iniziavo a giocare qualche minuto. Per quel che riguarda la Fulgor, avevo la certezza che si sarebbe trattato dell’ultimo campionato con il gruppo ’89-’90 con cui sono cresciuta. E pensando alle mie compagne, voglio dire: “Forza Tagghe!!”
- Cosa ti piace dell’ambiente cestistico spezzino?
Il pubblico ti spinge a dare il massimo per avere il suo supporto, inoltre, a livello di società, mi sono sempre trovata bene e sono contenta di aver passato i miei anni della gioventù qui.
- Fuori dal campo, oltre alla moda, quali altre passioni hai?
Sono molto contenta di essere legata sia alle mie compagne di squadra sia agli amici fuori dall’ambiente del basket, perché penso sia giusta staccare la spina ogni tanto; mi piace stare in compagnia, fare due chiacchiere. Ma soprattutto, ho una passione in carne ed ossa, che risponde al nome di Luca Toni: devo assolutamente conoscerlo!
Chissà, magari, qualche volta spunterà sulle tribune del PalaSprint…